Il 14 maggio 2026 cinque subacquei italiani esperti hanno perso la vita durante un'immersione in un sistema di grotte sottomarine nella zona di Dhekunu Kandu (Vaavu Atoll, Maldive), a profondità superiori ai 50 metri. L'incidente è considerato una delle più gravi tragedie subacquee nella storia delle Maldive ed è tuttora oggetto di indagine da parte delle autorità maldiviane e italiane. I cinque subacquei italiani deceduti nell'incidente alle Maldive erano:
- Monica Montefalcone (52 anni), professoressa di Ecologia presso l'Università di Genova.
- Giorgia Sommacal (20 anni), figlia di Monica Montefalcone.
- Muriel Oddenino (31 anni), ricercatrice.
- Federico Gualtieri (31 anni), biologo marino e ricercatore.
- Gianluca Benedetti (44 anni), istruttore subacqueo e responsabile operativo delle immersioni.
Quattro delle vittime erano legate all'Università di Genova e partecipavano a una missione scientifica nell'arcipelago maldiviano. Gianluca Benedetti era invece l'istruttore subacqueo che accompagnava il gruppo.
Tra le diverse ipotesi formulate nelle settimane successive, alcuni esperti hanno suggerito che una possibile concausa possa essere stata il cosiddetto effetto Venturi, un fenomeno fluidodinamico che può generare un'accelerazione del flusso d'acqua quando questo attraversa passaggi ristretti, creando forti correnti localizzate. Tale ipotesi è stata avanzata come possibile spiegazione dell'ingresso dei sub all'interno del sistema di grotte, anche se non è stata confermata dalle indagini.
Su questo tema è stato interpellato anche il prof. Michele Mossa, docente di Idraulica del Politecnico di Bari, chiamato a fornire un parere tecnico-scientifico sul fenomeno dell'effetto Venturi e sulla sua potenziale applicabilità al caso delle Maldive. Il suo contributo si inserisce nel dibattito scientifico volto a comprendere il ruolo che particolari configurazioni geomorfologiche e idrodinamiche possono avere in ambienti subacquei complessi.
Va precisato che, secondo alcune successive ricostruzioni effettuate da specialisti coinvolti nelle operazioni di recupero, sono state considerate anche altre possibili cause, tra cui errori di orientamento all'interno del sistema di grotte e criticità legate alle condizioni operative dell'immersione.